Hai appena iniziato a intravedere una specie di ritmo con il tuo neonato. L’allattamento sembra un filo meno complicato, il sonno del neonato un po’ più prevedibile… e poi, all’improvviso, verso le 5 settimane, tutto crolla.
Il neonato piange di nuovo di continuo. Vuole stare in braccio tutto il giorno. Chiede il seno o il biberon ogni ora. Dorme a pezzetti da 20 minuti. E tu, alle 3 del mattino, magari ti chiedi disperata: «Perché il mio bambino piange a 5 settimane? C’è qualcosa che non va? Non ho abbastanza latte?»
Fai un respiro. Quasi certamente sei nel pieno dello scatto di crescita delle 5–6 settimane e del primo grande salto di sviluppo delle Wonder Weeks (in italiano spesso chiamate «settimane magiche»). È intenso. È stancante. Ma è assolutamente normale.
Vediamo cosa sta succedendo, perché il tuo neonato improvvisamente sembra un altro bambino e come attraversare questo periodo senza perdere la testa (né la fiducia in te stessa).
Intorno alle 5 settimane di vita, il cervello del tuo bambino fa un salto di sviluppo importante, descritto nelle Wonder Weeks come Salto 1. Non è solo una questione di peso o di lunghezza. È proprio un cambio di percezione del mondo.
Fino a questo momento, i sensi del tuo neonato erano relativamente ovattati. Il mondo era sfocato e un po’ attutito, come guardare attraverso un vetro smerigliato e ascoltare con i tappi nelle orecchie.
Durante questo scatto di crescita 5–6 settimane succede che:
I sensi diventano più acuti
I suoni sono più nitidi, le luci più forti, il contatto fisico più intenso. Quello che prima era solo rumore di fondo ora è forte e magari spaventoso.
Il mondo “cambia faccia”
Il tuo bambino, a un livello molto primitivo, realizza: «Qualcosa è diverso». Può essere stimolante e allo stesso tempo travolgente.
Il cervello lavora a pieno ritmo
Si formano milioni di nuove connessioni. Questo richiede una grande quantità di energia. Per questo il neonato chiede più latte, più contatto, più aiuto per calmarsi.
A te questo salto di sviluppo appare come un neonato piange sempre che sembra essere «regredito». Per il tuo bambino, invece, è come svegliarsi in un mondo completamente nuovo e senza istruzioni.
Le Wonder Weeks sono un modello molto conosciuto secondo cui i bambini attraversano dei salti di sviluppo cerebrale prevedibili nei primi 20 mesi di vita. Questi salti di sviluppo del neonato coincidono spesso con periodi di:
Il Salto 1 di solito arriva circa 5 settimane dopo la data presunta del parto, non per forza 5 settimane dopo la nascita reale. Quindi se il tuo bambino è nato prima o dopo il termine, potresti vedere questo salto un po’ anticipato o posticipato.
Durante il Salto 1 il tuo bambino diventa più consapevole di:
Tatto
Essere preso in braccio ha una sensazione diversa. Vestiti, pannolino, bagnetto, perfino una corrente d’aria sulla pelle possono risultare nuovi e molto intensi.
Suono
Il ronzio del frigo, il traffico in strada, i fratellini che giocano nella stanza accanto diventano più chiari e possono risultare facilmente sovrastimolanti.
Vista
La vista si affina un pochino. I volti diventano più interessanti. Luce e ombra risaltano di più. Può fissarti con maggiore intensità o guardarsi attorno con un’espressione seria, quasi concentrata.
Ecco perché il neonato che fino a ieri dormiva quasi sempre ora può sembrare spalancare gli occhi sul mondo… e faticare a gestire tutte queste novità.
Ogni bambino è diverso, ma ci sono dei segni tipici dello scatto di crescita del neonato intorno alle 5 settimane e del salto di sviluppo 5 settimane.
Potresti notare:
Maggiore bisogno di contatto
Il neonato vuole stare addosso a te tutto il tempo. Non vicino, proprio su di te. Nel lettino o nella carrozzina resiste 5 minuti, poi parte il pianto. Il classico «neonato vuole essere preso sempre».
Pianto più frequente
Un bimbo che piangeva poco può iniziare a piangere per ore, soprattutto la sera. Altri sono lamentosi tutto il giorno. Può sembrare una «regressione del sonno», ma in realtà è progresso nello sviluppo.
Allattamento frequente e cluster feeding
Il bambino può chiedere il seno o il biberon ogni ora o due, soprattutto nel tardo pomeriggio e in serata. Non è «capriccioso» - corpo e cervello hanno bisogno di più carburante.
Sonno del neonato scombussolato
Il sonno neonato può improvvisamente andare in tilt: pisolini brevissimi, risvegli notturni più frequenti, fatica ad addormentarsi nel lettino. È comunissimo durante uno scatto di crescita.
Vuole stare sempre in braccio
Appena lo metti giù piange, sul tuo petto si calma. Non lo stai «viziando», si sta regolando usando il tuo corpo come punto di riferimento.
Più riflessi di sobbalzo
Il bambino può sobbalzare più facilmente per un rumore o un movimento improvviso, dato che la sua sensibilità sensoriale è aumentata.
Se ti ritrovi in diversi di questi punti, è molto probabile che si tratti proprio dello scatto di crescita 6 settimane / 5 settimane e del primo salto di sviluppo.
Quando ci sei dentro sembra infinito. Ma lo scatto di crescita delle 5–6 settimane e il Salto 1 in genere durano:
In alcuni neonati i giorni davvero duri sono 3–5, poi la situazione si calma gradualmente. Altri restano un po’ più agitati per una settimana o poco più.
Uno schema che molti genitori riconoscono è:
Se ti chiedi qual è la durata di uno scatto di crescita, nei primi mesi di vita si aggira quasi sempre su 1–2 settimane, ma la parte davvero intensa è spesso limitata a pochi giorni.
Alla fine di questa fase un po’ tempestosa c’è una ricompensa. Una volta che il cervello del neonato si è adattato al nuovo livello di percezione, iniziano a comparire piccole grandi conquiste.
Dopo lo scatto di crescita 5–6 settimane molti bambini:
Sono più vigili e interessati
Restano svegli un po’ più a lungo tra una poppata e l’altra e invece di lamentarsi soltanto iniziano a guardarsi attorno.
Iniziano a fare sorrisi sociali
Non solo i classici «sorrisi da aria nella pancia». Ma sorrisi veri, intenzionali, in risposta al tuo volto o alla tua voce. Intorno alle 6 settimane spesso arriva quel sorriso che sembra dire: «Grazie per aver resistito con me».
Mettono meglio a fuoco volti e oggetti
Potresti notare che ti fissa negli occhi, segue il tuo volto quando ti muovi o osserva con attenzione un disegno in bianco e nero.
Cominciano a emettere nuovi suoni
Compaiono i primi «oooh» e «aaah». Il neonato sperimenta con la voce e con l’interazione sociale.
Tornano leggermente più prevedibili
Il sonno del neonato non diventa improvvisamente perfetto, ma potresti vedere di nuovo qualche tratto di sonno un po’ più lungo la notte o pisolini più organizzati rispetto al caos del picco.
È il classico andamento delle Wonder Weeks in italiano: periodo «tempestoso» con pianti e agitazione, seguito da un periodo più «sereno» in cui si notano le nuove abilità che quel lavoro interno ha permesso di sviluppare.
Uno degli aspetti più stressanti di questa fase, soprattutto per chi allatta al seno, è l’allattamento frequente e a richiesta continua. È facilissimo pensare:
Nella stragrande maggioranza dei casi, a questa età, non è così.
Durante uno scatto di crescita del neonato, il bambino d’istinto mangia più spesso. Questo serve a due scopi:
Copre il maggiore bisogno di calorie subito
Corpo e cervello crescono a forte velocità. Consumano molta energia.
Manda il segnale di aumentare la produzione di latte
Nell’allattamento al seno vale la regola: più latte viene tolto, più latte il corpo produce nei giorni successivi. Le poppate ravvicinate dello scatto di crescita 6 settimane sono il modo naturale con cui il bambino «ordina» più latte.
Se il tuo bimbo è allattato con il biberon, potresti notare che finisce il latte più in fretta o che sembra aver bisogno di un piccolo aumento di quantità. In Italia puoi confrontarti con il pediatra o con il consultorio familiare per capire i volumi adatti al peso e all’età del tuo bambino.
Se allatti al seno e ti domandi se hai poco latte, ci sono alcuni segnali rassicuranti:
Il periodo agitato delle 5–6 settimane non significa automaticamente calo di latte. Quasi sempre coincide con uno scatto di crescita più Salto 1. Se sei in ansia, un confronto rapido con pediatra, ostetrica, consultorio o consulente in allattamento (ad esempio della LLL Italia o IBCLC) può darti grande tranquillità.
E ricorda: i bambini piangono molto durante gli scatti di crescita sia se sono allattati al seno sia se prendono formula. Si tratta di sviluppo, non solo di nutrizione.
Non puoi impedire il salto di sviluppo, ma puoi rendere questo periodo un po’ più gestibile per entrambi.
Il contatto pelle a pelle non è solo per i primi giorni dopo il parto. A 5–6 settimane può fare miracoli.
La pelle a pelle stimola anche gli ormoni dell’allattamento, quindi può dare una mano alla produzione di latte se questo è un tuo timore.
In questo periodo, cercare di «tirare» le poppate per rispettare un orario rigido di solito si ritorce contro. Se il neonato chiede il seno ogni ora, di solito è perché:
L’allattamento frequente:
Se hai dolore ai capezzoli o fai fatica emotivamente, è comprensibile. Chiedi aiuto: consultorio, ostetrica, consulente in allattamento, pediatra. Anche tu hai diritto a essere sostenuta.
Una fascia o un marsupio ergonomico possono cambiarti la vita durante questo salto.
Vantaggi:
Assicurati che il supporto mantenga le anche del bambino in posizione a «M» e che il viso sia sempre visibile e a portata di bacio. In molte città italiane esistono gruppi di babywearing e fascioteche che offrono prove e consulenze a costi contenuti.
Non sei fatta per fare tutto da sola.
Se sei sola, prova a coinvolgere amici o parenti quando possibile. Anche solo qualcuno che passa un’ora a tenere il neonato mentre tu dormi sul divano può fare una grande differenza.
Questa non è la settimana ideale per:
Datti il permesso di fare lo stretto indispensabile:
Il resto può aspettare, davvero. Questo periodo intenso è temporaneo e attraversarlo è già un traguardo importante.
La combinazione di mancanza di sonno, pianto continuo e contatto fisico costante può essere durissima.
Qualche piccola cosa che può aiutare:
Se noti umore basso persistente, ansia forte, pensieri intrusivi o ti senti sopraffatta per la maggior parte della giornata, parlane con il tuo medico di famiglia, con il pediatra o con il consultorio. I problemi di salute mentale nel post partum sono frequenti, curabili e non sono colpa tua.
Molti genitori descrivono questa fase come una regressione del sonno, perché dopo un breve momento di relativa calma il sonno del neonato peggiora all’improvviso. Dal punto di vista dello sviluppo, però, a questa età si tratta più che altro di:
Quello che tu vivi, però, è chiaro: meno sonno, più pianti, più dondolio e «shhh».
La parte positiva:
Se il sonno del neonato ti manda davvero in crisi, puoi parlarne con il pediatra, con il consultorio o con una consulente del sonno infantile che usi metodi delicati e rispettosi dell’età. Diffida di chi promette «soluzioni rapide» per un bimbo sotto i 3 mesi: se ignorano poppate e scatti di crescita, di solito creano solo più stress.
Il cambio di prospettiva è questo:
Quel neonato che piange tanto, vuole braccio e chiede latte in continuazione non «ti sta facendo impazzire apposta». Quelle giornate tempestose sono un segnale che il suo cervello si sta sviluppando come dovrebbe.
Intorno alle 5 settimane:
Può sembrare che tutto stia andando a rotoli. In realtà il tuo bambino sta facendo un grande passo avanti.
Non stai tornando indietro. Stai attraversando una fase di sviluppo normale che quasi tutti i genitori prima o poi incontrano, chiedendosi: «Capita solo a noi?»
No, non capita solo a voi.
Se il tuo bambino:
e tu ti stai chiedendo:
la risposta più probabile è:
Sei nel pieno dello scatto di crescita 5–6 settimane e del primo salto di sviluppo delle Wonder Weeks in italiano, e il comportamento del tuo bambino rientra nella normalità.
Non stai fallendo. Molto probabilmente il tuo latte è sufficiente. Il neonato non è «viziato» né «sbagliato nel sonno». È piccolissimo, appena arrivato, e per lui il mondo è appena diventato più grande, più luminoso e più rumoroso.
Tienilo vicino. Accetta l’aiuto quando c’è. Metti in pausa il resto. Questo periodo intenso passerà e dall’altra parte troverai un bambino che ti sorride, ti guarda dritto negli occhi e ti «risponde» con i suoi primi vocalizzi.
È temporaneo. E significa che sta crescendo.