Le prime settimane con un neonato passano in un misto di poppate, cambi di pannolino e tentativi di capire che cosa significhi ogni piccolo pianto. Proprio quando inizi a trovare un equilibrio, qualcuno nomina i primi vaccini neonati e si apre un nuovo capitolo di domande.
Se ti stai chiedendo quali vaccini fa il neonato, perché vengano proposti così presto e cosa sia normale dopo la somministrazione, sei in buona compagnia. Vediamo tutto con calma, passo dopo passo.
Questo articolo guarda soprattutto al contesto italiano e ai vaccini che più spesso vengono offerti alla nascita o nei primissimi giorni di vita: il vaccino epatite B neonato (spesso come prima dose di una serie vaccinale) e il vaccino BCG contro la tubercolosi, che non è per tutti i bambini ma per molti sì. Vedremo anche come queste vaccinazioni neonatali si inseriscono nel più ampio calendario vaccinale neonati del primo anno.
Il tuo bambino nasce con una certa protezione che arriva da te. Negli ultimi mesi di gravidanza gli anticorpi attraversano la placenta e, se allatti al seno, l’allattamento continua a dare una protezione in più. È un aiuto prezioso, ma:
Alcune infezioni sono particolarmente pericolose nei primi mesi di vita. I neonati sono piccoli, il loro sistema immunitario sta ancora «imparando» e possono peggiorare molto rapidamente.
Il vaccino fornisce al sistema immunitario una sorta di «bignami». Invece di incontrare il germe vero e proprio durante un’infezione, il corpo del bambino vede una versione inattivata o un frammento innocuo e impara a riconoscerlo e combatterlo. Così, se in futuro dovesse arrivare il virus o il batterio vero, l’organismo è già pronto a difendersi.
In tutto il mondo la vaccinazione è uno dei mezzi più efficaci per proteggere il neonato da malattie gravi, disabilità e morte precoce. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che i vaccini evitino ogni anno milioni di decessi. Non sono solo numeri astratti: dietro ci sono bambini in carne e ossa, proprio come il tuo.
In Italia i vaccini alla nascita sono più mirati rispetto ad altri Paesi che hanno una dose per tutti già subito dopo il parto. Il calendario vaccinale neonati può variare leggermente da una regione all’altra, ma nelle prime settimane di vita potresti sentir parlare di:
Vaccino epatite B neonato
Vaccino BCG neonati (tubercolosi)
Molti genitori restano spiazzati dall’idea di fare qualcosa così presto. Può sembrare improvviso. Per questo è utile capire, vaccino per vaccino, perché il timing conta e cosa aspettarsi.
L’epatite B è un virus che colpisce il fegato. Negli adulti può provocare un’epatite acuta importante, ma nei neonati e nei lattanti la preoccupazione principale è il rischio di infezione cronica.
Se un bambino si infetta alla nascita o nei primi mesi, fino al 90% dei casi può sviluppare una forma cronica di epatite B. Nel tempo questa può danneggiare il fegato in modo silenzioso e aumentare il rischio di:
Non è possibile capire a occhio se una persona è portatrice di epatite B. Molti adulti infetti stanno bene, non hanno sintomi e non sanno di esserlo.
Probabilmente sentirai parlare di «trasmissione verticale». Significa semplicemente il passaggio dell’infezione dalla madre al bambino durante la gravidanza o, più spesso, al momento del parto.
Se la mamma è portatrice del virus, senza alcuna protezione il rischio che il neonato si infetti è alto. Proprio per questo il vaccino epatite B 24 ore è considerato una misura di prevenzione urgente:
In Italia tutte le donne in gravidanza vengono sottoposte al test per l’epatite B. Se sei risultata positiva, l’équipe che segue il tuo parto di solito:
Anche se non sei portatrice, sempre più Paesi hanno scelto la vaccinazione universale contro l’epatite B dalla nascita. L’Italia è tra questi: la protezione può iniziare in sala parto e proseguire poi con le vaccinazioni obbligatorie dei primi mesi. Il motivo è semplice: non sempre chi è infetto lo sa, e iniziare presto aggiunge una rete di sicurezza.
Il vaccino contro l’epatite B non funziona come una singola iniezione definitiva. Per sviluppare una protezione completa e duratura serve una serie di dosi.
Nel nostro Paese, la protezione anti-epatite B nei bambini di solito viene garantita:
In alcuni casi particolari potrebbe essere necessaria una dose aggiuntiva, in base al livello di rischio del bambino. L’équipe del consultorio, il pediatra di famiglia o l’ospedale di riferimento indicheranno chiaramente lo schema consigliato sul libretto vaccinale o sulla cartella clinica digitale.
Saltare o ritardare le dosi può lasciare delle «finestre» di vulnerabilità, soprattutto per i neonati che hanno avuto un’esposizione nota al virus sin dalla nascita.
La maggior parte dei bambini tollera molto bene la prima dose di vaccino epatite B neonato. Gli effetti collaterali vaccini neonati più frequenti, e in genere lievi e di breve durata, sono:
Sono segnali che il sistema immunitario ha riconosciuto il vaccino e sta lavorando.
Non è possibile «prendere» l’epatite B dal vaccino. Non contiene virus vivo e non può causare la malattia.
La tubercolosi (TBC) è un’infezione causata per lo più dal batterio Mycobacterium tuberculosis. Nell’immaginario molti la associano al passato, ma in realtà è ancora presente in vari Paesi, compresa l’Italia, soprattutto in alcune aree urbane e in persone provenienti da zone del mondo dove la malattia è frequente.
La TBC colpisce spesso i polmoni e può provocare:
Nei neonati e nei bambini piccoli la tubercolosi è particolarmente pericolosa perché può diffondersi oltre i polmoni. Le forme più temute sono:
Queste forme possono causare disabilità gravi o essere letali. Per questo il vaccino BCG si concentra soprattutto nel prevenire le forme più gravi di TBC nei bambini piccoli, più che la malattia polmonare dell’adulto.
In Italia non tutti i neonati vengono vaccinati contro la tubercolosi. Il vaccino BCG neonati è raccomandato per:
Il pediatra, il consultorio o il Centro vaccinale di riferimento dovrebbero informarti se tuo figlio rientra nei criteri. In alcuni ospedali il BCG viene proposto già nei primi giorni dopo la nascita, ancora durante il ricovero. In altre zone riceverai un appuntamento per eseguirlo nel giro delle prime settimane di vita presso il servizio vaccinale.
Il rischio di forme gravi di TBC è più alto nei primi 5 anni di vita, e in particolare sotto i 2 anni. Se un bambino viene esposto molto presto al batterio, è importante che sia già protetto.
Somministrare il vaccino BCG neonati:
A differenza di molti altri vaccini, il BCG di solito si fa una sola volta. Una volta eseguito, nella grande maggioranza dei casi non sono previsti richiami contro la tubercolosi.
Una delle domande più frequenti riguarda la cicatrice BCG sulla parte alta del braccio.
Il vaccino BCG viene iniettato appena sotto la pelle, di solito nella parte superiore del braccio sinistro. La reazione segue spesso alcune fasi:
Tutto questo è atteso. La cicatrice è, in un certo senso, il segno che il vaccino ha fatto il suo lavoro.
Meglio evitare:
Se la zona diventa molto rossa, calda, dolorosa o compare una quantità importante di pus, è opportuno far dare un’occhiata al pediatra o al medico di base per escludere un’infezione batterica sovrapposta. Nella grande maggioranza dei casi, comunque, il sito del BCG guarisce spontaneamente senza complicazioni.
Che si tratti di vaccini primi giorni dopo nascita o di quelli successivi previsti dal calendario vaccinale neonati, i bambini possono avere reazioni simili nel breve periodo.
Reazioni considerate normali e previste:
Di solito tutto rientra senza problemi entro 24-48 ore.
Se qualcosa non ti convince, è sempre corretto chiedere un parere. Puoi rivolgerti al pediatra di famiglia, alla Guardia medica, al Pronto soccorso pediatrico o al numero di emergenza 112 in caso di urgenza.
In linea generale, fai valutare il bambino se:
Le reazioni allergiche gravi ai vaccini sono estremamente rare e i professionisti sanitari sono formati per riconoscerle e trattarle rapidamente.
A nessun genitore piace vedere il proprio bambino piangere per una puntura. Alcuni gesti semplici possono rendere tutto più sopportabile, per lui e per te.
Qualche strategia per calmare il neonato:
Contatto pelle a pelle
Allattamento o biberon
Cullare o dondolare dolcemente
Voce morbida o canzoncine
Per una leggera febbre o un evidente fastidio, il pediatra potrebbe consigliare il paracetamolo pediatrico, soprattutto in associazione ad alcuni vaccini successivi come il meningococco B. È fondamentale rispettare dosi, intervalli e limiti di età indicati dal medico o riportati sul foglietto illustrativo.
È un dubbio molto diffuso. A prima vista sembra logico, ma non tiene conto di come funziona davvero il sistema immunitario.
Ogni giorno il corpo del neonato entra in contatto con migliaia di antigeni. Gli antigeni sono piccole porzioni di batteri, virus, alimenti, polvere, pollini e così via. Fin dalla nascita, la pelle, la bocca, l’intestino e l’ambiente circostante sono pieni di microrganismi.
Rispetto a tutto questo, la quantità di antigeni contenuti nei vaccini per neonati è minima. I vaccini moderni sono molto «puliti» rispetto al passato: pur essendo aumentato il numero di malattie coperte, il carico antigenico complessivo è in realtà diminuito.
Un neonato sano a termine è perfettamente in grado di gestire i vaccini insieme alle normali esposizioni quotidiane senza «sovraccaricarsi».
Oltre alla parte che stimola la risposta immunitaria, i vaccini contengono anche altri componenti, come:
Queste quantità sono molto basse, ben al di sotto dei limiti ritenuti sicuri dalle autorità regolatorie come l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) e valutate da organismi tecnico-scientifici come il Comitato nazionale per la vaccinazione e il Ministero della Salute.
Molte delle stesse sostanze vengono assunte quotidianamente in quantità maggiori attraverso alimenti, acqua o ambiente man mano che il bambino cresce. Per esempio, più avanti una comune bottiglia di acqua o alcuni alimenti possono contenere naturalmente più di certi elementi rispetto alla micro-dose presente in un vaccino.
Ogni vaccino inserito nel Calendario vaccinale nazionale viene testato su migliaia di bambini prima dell’autorizzazione e successivamente controllato in modo continuo per individuare anche effetti indesiderati rari.
Rimandare le vaccinazioni può sembrare una via di mezzo prudente, ma nella pratica lascia il bambino esposto proprio nel periodo in cui alcune infezioni sono più pericolose.
Per esempio:
Calendari «alternativi» allungati nel tempo non hanno mostrato benefici nei dati scientifici e non sono raccomandati dalle società scientifiche e dalle istituzioni sanitarie. Semplicemente prolungano il periodo in cui il bambino è più vulnerabile.
Se hai timori o incertezze, è molto meglio parlarne apertamente con il pediatra, il medico di famiglia o il personale del Centro vaccinale piuttosto che rinviare in silenzio. Possono spiegarti, vaccinazione per vaccinazione, rischi e benefici nel caso specifico di tuo figlio.
Le vaccinazioni nei primi giorni dopo la nascita sono solo l’inizio di un piano organizzato che copre tutto il primo anno.
In Italia, il calendario vaccinale bambini del primo anno (che può avere piccole differenze regionali) di solito prevede:
Alla nascita o poco dopo (per i neonati eleggibili)
2 / 3 mesi
4 / 5 mesi
11 / 12 mesi circa
L’epatite B è inclusa nel vaccino esavalente, quindi la prima dose alla nascita viene poi «rinforzata» dalle dosi successive previste dalla serie vaccini neonati e della prima infanzia.
Il libretto vaccinale regionale e il tesserino sanitario infantile riportano lo schema aggiornato e lo spazio per annotare ogni somministrazione. I siti del Ministero della Salute e delle Regioni pubblicano il calendario ufficiale, con eventuali aggiornamenti.
Decidere sulle vaccinazioni neonatali può pesare sulle spalle dei genitori. Ti viene chiesto di accettare un piccolo disagio adesso per prevenire malattie che non vedi, e che magari non vedrai mai.
La prevenzione è fatta proprio così: quando funziona, non succede niente. Nessuna epatite B che, silenziosamente, danneggia il fegato per anni. Nessuna meningite tubercolare in un bimbo che all’improvviso smette di camminare. Nessuna corsa disperata in ospedale per qualcosa che si poteva evitare.
Il vaccino epatite B neonato dato nelle prime 24 ore, il vaccino BCG dove indicato e, più in generale, il calendario vaccinale neonati non sono una formalità burocratica. Sono un modo concreto per aumentare le probabilità che tuo figlio cresca sano, protetto dalle malattie più gravi.
Fai tutte le domande che senti il bisogno di fare, prenditi il tempo per capire, confrontati con professionisti di fiducia. Sapere come funzionano i vaccini neonati e perché vengono proposti così presto ti aiuterà a scegliere con maggiore serenità ciò che ritieni migliore per la salute del tuo bambino.